Ein prosit

La prima cosa che noti sono le tette esposte.
Le camicette tirolesi sembrano fatte apposta per farti camminare con gli occhi infilati in quelle deliziose scollature.
Poi i lederhosen i calzoncini di pelle degli uomini, tutti gli abitanti genere maschile di Monaco di Baviera li indossano per la durata dell’Oktoberfest.
In seguito ti accorgi del casino.
Totale, brutale ma ordinato, alla tedesca.
Sbirri giganteschi che ti controllano a ogni passo ondeggiante, a ogni risata di quel tono tipicamente sopra al volume consentito.
E l’allegria coinvolgente, sguaiata, siamo tutti amici e…sì checcazzo siamo tutti ubriachi a livelli differenti, uomini e donne.
Fino alle quattro del pomeriggio è una fiera per famiglie, ok i padri già piuttosto sbronzi, ma le giostre, i bambini, i wurstel camminando, i padiglioni dei brand della birra sono ancora quasi ordinati.
Appena dopo inizia il VERO casino.
I tedeschi bevono birra come nessuno al mondo, gli abitanti di Monaco bevono birra come nessun tedesco.
L’effetto è dirompente.
Le orchestrine suonano, tutti cantano a squarciagola canzoni bavaresi, anche giapponesi, cinesi, indonesiani, italiani.
Tutti passano la quarta quinta pinta, da LITRO.
Le donne, ridono, saltano, cantano, ti mettono le braccia al collo, ti mettono la lingua al doppio malto in bocca, i fidanzati/mariti svenuti di fianco sulla panca di legno lucido.

Poi quando davvero ti rendi conto di essere al limite del coma etilico dirompente decidi di uscire e trasferire armi e bagagli in una birreria del centro, un posto un po’ più tranquillo.
Qui trovi una comitiva di americani che provano a fare gli europei bevendo a turno in un fiato squallide medie, cantando tutti assieme canzoni di BonJovi del cazzo.
E soprattutto scopri una compagnia di ultras del CSKA Sofia con cui fraternizzi subito uniti dal disprezzo per la squadra sbagliata di Milano, quella sul lato B del naviglio.
Loro a squarciagola in bulgaro, noi uniti dai cori per la pallacanestro Olimpia Milano, con una potenza tale da ammutolire gli americani.

Checcazzo sarete pure i più forti al mondo ma cosa minchia ne capite di stadio.

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10 thoughts on “Ein prosit

  1. masticone ha detto:

    mitiche scarpette rosse

  2. Caroline Kiig ha detto:

    La mia parte teutonica sorride.

    • pinzalberto ha detto:

      Mi hanno sempre divertito le facce allegre che spuntano dalle barelle mentre li portano via in coma etilico, e il cappello sempre conficcato bene in testa. E’ il paese dei balocchi: giostrine, birra, polli alla diavola e le orecchie d’asino la mattina. Bei tempi…

      • metalupo ha detto:

        L’importante è far sì che i bei tempi si trascinino ancora per un po’ e a quasi mezzo secolo ribaltarsi ancora dal ridere con in mano una pinta.
        Bella Pinza, benvenuto qui.

  3. Dovesei ha detto:

    Mi hai fatto venire in mente uno sketch di Aldo Giovanni e Giacomo alpinisti, che trovano la Massironi alpinista teutonica che fa quella risata inconfondibile.
    Comunque i tedeschi ora, almeno in Italia, vanno via di prosecco, a nastro, anche alle 9 di mattina dopo regolamentare colazione con wursteln, marmellata, salame, formaggio e cappuccino.

  4. metalupo ha detto:

    E cappuccino dopo cena,..visti.

    • Dovesei ha detto:

      Mbè? Io cappuccino sempre, dopo pranzo e dopo cena. Caffè solo nei momenti di loop. Ce l’ho nel dna, il cappuccino dopo i pasti. Dal Tirolo in su è un must.

      • Pinzalberto ha detto:

        La cosa peggiore è la colazione con cornetto pucciato nella birra, e appena veglio non si può vedere.

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