Long road to ruin (dedicato)

Interno pub, rumore di bicchieri, di sedie che si spostano, vociare confuso.

– Spiegami una cosa.
– Dica.
– Per quale motivo, quando ti inventi un faccia/faccia con una donna lo ambienti in un pub.
– Hai gli occhi di un verde imbarazzante.
– Sì anche tu, non hai risposto.
– Mi sento più a casa qui che non a casa.
– Quindi hai bisogno di un territorio amico per incontrare una donna?
– Beh tutti hanno questo bisogno, credo.
– Mmh forse, ora come stai?
– In questo preciso momento mi godo il tuo accento e la vista dei tuoi capelli, sciolti.
– Sai sempre come farmi sorridere.
– Potrei farne una professione, mi pagheresti?
– Forse sì.
– Comunque ho scritto in una mail che il 2013 sarà un anno più che decisivo, in senso lavorativo e altro.
– Che effetto ti fa avermi qui.
– Ci speravo, non ci credevo, mi sono mancati almeno un paio di battiti fatti bene, quando ti ho vista uscire dal gate.
– Esagerato.
– Mica scherzo, sono emozioni che si ricordano se il tuo percorso attuale è piatto come un’asse da stiro.
– Tu sei assetato, di emozioni dico.
– Da poco, ma forse un millimetro tossico sì.
– Non rimarrò qui molto, lo sai.
– Rimarrai qui il tempo sufficiente per avere un ricordo preciso di te.
– Quando dici ‘ste cose guardando negli occhi eserciti un enorme potere, ne sei cosciente?
– Non faccio apposta, le penso queste cose.
– In realtà credo tu prenda tempo in modo da farmi ubriacare.
– Mi hai confessato più volte di essere molto a tuo agio da ubriaca.
– In effetti…
– Sai benissimo che fare l’amore con te mi renderebbe enormemente felice e strafatto di emozioni.
– Così mi fai arrossire.
– Non ci credo neanche se ti presenti con un certificato medico che lo attesta.
– Cominci a sapere tante cose di me.
– Cominci a sapere le stesse cose di me.
– Vuoi dire che siamo fatti l’uno per l’altra?
– No, vuol dire che siamo simili, vagabondi allo stesso modo, cocciuti oltre ogni limite.
– Mette paura.
– Ma vah, ti trovo semplicemente adorabile, tutto qui.
– Parliamo dei chilometri.
– Metodo di misurazione delle lunghezze altamente sopravvalutato.
– Può darsi ma quando si misurano nell’ordine delle quattro cifre contano, non credi?
– Sì, hai ragione da vendere.
– Non essere triste ora, sono qui adesso.
– Non ti preoccupare, ti ho spiegato un sacco di volte che da tempo vivo alla giornata, quello che arriva me lo prendo e me lo godo, il resto non conta.
– Ottimo modo per sopravvivere.
– A volte funziona.
– Ma poi?
– Mettiamola così, cerca di percepire quest’attimo preciso, le tue mani, le mie mani, i nostri visi vicini, i nostri respiri che si fondono, il contatto sul tavolo, l’ebbrezza da alcol, chiudi gli occhi e inspira, ascolta i rumori e il passare dei secondi, ascolta.
– Sì.
– Ora baciami.

 

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13 thoughts on “Long road to ruin (dedicato)

  1. Gioia Z. ha detto:

    Oooohhh…. non me l’aspettavo, da te. Beh, mica male: sei riuscito a stupirmi. Oltre che a lasciarmi un mezzo sorrisino ebete stampato in faccia sull’ “Ora baciami”. Benvenuta femminilità. A volte me la scordo.

    Menzione di merito a:
    – Sai sempre come farmi sorridere.
    – Potrei farne una professione, mi pagheresti?
    Al primo che mi risponde così, cambio stato civile. 😉

    Complimenti. Mi mancavi.

  2. Aspettando_Godot ha detto:

    Ordino un paio di pinte.
    Ti ascolto con attenzione.
    Mi rollo una sigaretta.
    Guardo le mani.
    Le tue.
    Poi mi sciolgo i capelli.
    E da ubriaca mi prendo tutto quello che voglio.
    Con il verde imbarazzante.

    Sai sempre come farmi sorridere.

  3. Grazia Bruschi ha detto:

    strepitoso ping pong di parole, ogni passaggio un’emozione

  4. UA ha detto:

    Non ho parole ciccio!!!U.A.

  5. Gre ha detto:

    Senza parole. Emozionata. Questa conversazione mi ha fatta sognare. Un dialogo,uno scambio di battute brevi. ma quante emozioni vengono a galla, Complimenti

  6. metalupo ha detto:

    Grazie Gre, attirare lettori sconosciuti pompa il mio ego a livelli fuori scala.

  7. Aspettango_Godot ha detto:

    Pensavo, no…
    Che è strano vedere cosa pensano gli altri, leggendo questi caratteri neri.
    Mi fa strano che provino emozioni.
    Guardano tra le righe.
    Riescono a vedere le due persone sedute al pub.
    E sognano attraverso le tue parole.
    E’ strano.
    L’ho già detto?
    Mi sembra quasi un’invasione di uno spazio ristretto e chiuso.
    Non che sia una critica, è un dialogo pubblico e tra le altre cose partorito dalla tua immaginazione.
    Solo, sono alla terza.
    Solo, è abbastanza fedele al come sarebbe.
    Solo, ho una visione estrema della mia sfera personale.
    Per dire che tendo a non dire nemmeno il mio nome alla gente che conosco perchè mi sta sul cazzo che sappiano come chiamarmi se vogliono attirare la mia attenzione.
    Così.
    Sei stato dolce, lo sai.
    Bacio.

  8. metalupo ha detto:

    Sei adorabile nella tua follia al luppolo.
    Bacio.

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